Sia per gli interni delle attività commerciali, sia in ambito residenziale, l’impiego di un pavimento in resina rappresenta una scelta ottimale che assicura risultati eccellenti dal punto di vista estetico e funzionale. Questo tipo di rivestimento può essere installato senza rimuovere la pavimentazione preesistente: grazie al suo spessore ridotto, inoltre, non sarà necessario modificare le porte e le finestre già presenti nell’ambiente. Le pavimentazioni in resina rappresentano pertanto un’opzione ottimale quando si desidera rinnovare un ambiente senza ricorrere a interventi impegnativi e onerosi.

Gli svantaggi dei pavimenti in resina

Oltre agli indubbi benefici, anche le resine, come ogni altro materiale, presentano alcuni svantaggi. I rivestimenti in resina sono soggetti alla formazione di graffi superficiali provocati dalla caduta di oggetti, oltre che dal continuo calpestio. Possono inoltre perdere lucentezza e presentare ingiallimenti causati dalla luce solare. Un ulteriore inconveniente è rappresentato dall’attenzione richiesta in sede di posa, durante la quale è necessario verificare l’adeguatezza del supporto sottostante e accertare l’assenza di umidità. Le eventuali problematiche rilevate dovranno essere risolte prima di installare il rivestimento, in modo da non pregiudicarne la durata. Vediamo ora come procedere per rinnovare un pavimento in resina rovinato.

Come rinnovare un pavimento in resina rovinato

Per eseguire la manutenzione ordinaria di un rivestimento in resina, è sufficiente pulirlo con una scopa o con un panno, rimuovendo lo sporco e la polvere. In alternativa, potrà essere impiegato un aspirapolvere avendo cura di raggiungere anche i punti più nascosti. La pulizia del rivestimento deve essere eseguita utilizzando detergenti neutri e delicati che consentano di conservarne la lucentezza. Lo strato di cera, se presente, potrà essere rimosso utilizzando un pulitore a vapore. È in ogni caso consigliata l’applicazione periodica di una cera protettiva trasparente (disponibile in commercio in versione sia lucida, sia opaca) allo scopo di rimuovere eventuali porosità e di rivitalizzare la resina, donandole lucentezza e luminosità. L’applicazione della cera protettiva dovrebbe essere eseguita una volta al mese. In presenza di macchie persistenti, si consiglia di usare un detergente sgrassatore: dopo averlo spruzzato sulle macchie, sarà sufficiente lasciarlo agire per qualche minuto e risciacquarlo con acqua.

Approfondiamo ora i possibili interventi per il rinnovo di un pavimento in resina rovinato dopo un periodo d’uso prolungato. Malgrado un’accurata manutenzione, è normale che il rivestimento in resina possa mostrare segni di usura nel corso del tempo. In questo caso sarà possibile rinnovarlo, applicando un nuovo strato di prodotto dopo un’adeguata operazione di carteggiatura. Questo intervento, da eseguirsi in media ogni 10-15 anni, è rapido ed economico. L’unico inconveniente è rappresentato dalla necessità di rimuovere tutti gli arredi presenti nell’ambiente per evitare di lasciare aree non trattate che potrebbero divenire visibili nel caso in cui venga modificata la disposizione del mobilio. Per assicurare che l’intervento venga svolto a regola d’arte, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti dotati di adeguata esperienza e competenza nella preparazione del fondo e del materiale.

Per avere maggiori informazioni su come rinnovare il pavimento in resina rovinato contatta lo staff di Assopav.